Collezione: Timothée Stroebel

A Villers-Allerand, sulla Montagne de Reims, Timothée Stroebel lavora un vigneto dove i terreni cambiano anche in poche decine di metri. Argille profonde, sabbie, gesso: questa diversità conferisce al Meunier, al Pinot Nero e allo Chardonnay espressioni molto diverse. È in queste sfumature che Stroebel costruisce da oltre vent'anni l'identità del suo domaine.

Quando torna da Beaune e riprende le vigne di famiglia nel 2001, Timothée Stroebel non cerca di riprodurre il modello champenois che lo circonda. Vuole capire cosa le sue parcelle hanno realmente da dire. Ridona vita ai suoli, preserva i suoi vecchi Meunier piuttosto che cedere alla logica della resa e spinge progressivamente le sue uve verso maturità più affermate. Un approccio in cui il frutto ritrova corpo, in cui il vino riprende il sopravvento e che lo porterà naturalmente a confondere il confine tra Champagne e Coteaux Champenois.

Ma ciò che ci appassiona di Stroebel va ben oltre la sola questione dello Champagne.


I Coteaux Champenois occupano un posto centrale nel suo modo di comprendere Villers-Allerand. Li produce fin dalle sue prime vinificazioni, sia in rosso che in bianco, e non esita a spingere le maturità molto più in là per dare all'uva il tempo e la materia necessari. Senza effervescenza, il terroir si rivela in modo diverso. Il frutto acquista profondità, le trame si affermano, le differenze tra vitigni, suoli e parcelle diventano più evidenti. Questi vini fermi non sono un'attività parallela: nutrono direttamente la sua lettura del vigneto e illuminano, a sua volta, la personalità profondamente vinosa dei suoi champagne.


Questa ricerca prosegue in cantina senza un protocollo fisso. Stroebel assaggia, osserva, adatta le sue vinificazioni all'annata e a ciò che ogni parcella gli offre. Il legno accompagna l'affinamento, le fermentazioni sono spontanee, gli interventi rimangono limitati. Un approccio libero, ma mai distaccato dal luogo.


Il nome Eraclito, scelto per diverse delle sue cuvée, dice molto di questo approccio. Nulla è immutabile. Una vigna evolve, un'annata sposta gli equilibri, uno stesso terroir non racconta mai esattamente la stessa storia.


I vini di Timothée Stroebel hanno questa profondità e questa libertà. Champagne vinosi, testurizzati, a volte potenti ma sempre sorretti da un'energia notevole. Coteaux che cercano la polpa, la maturità e l'espressione più diretta del frutto.


Una visione singolare della Champagne, dove la bollicina non è mai un fine, ma una delle espressioni possibili di un grande terroir di vino.